mercoledì 11 novembre 2015

La seconda Scuola di Neuroimmunofarmacologia, organizzata dalla "Farmacologia Medica" dell’Università degli Studi dell’Insubria

La seconda Scuola di Neuroimmunofarmacologia, organizzata dalla "Farmacologia Medica" dell’Università degli Studi dell’Insubria
VARESE - Salute, gli effetti dei farmcaci sul sistema nervoso immunitario ed endocrino, Scuola Internazionale a Varese, Università degli Studi dell'Insubria. Dal 16 al 20 novembre 2015, è in programma a Varese nell'Aula Magna Porati-Granero, via Dunant 3, la seconda Scuola di Neuroimmunofarmacologia, organizzata dal Centro di Ricerche in Farmacologia Medica dell’Università degli Studi dell’Insubria con il patrocinio della Società Italiana di Farmacologia, della Society on Neuroimmune Pharmacology statunitense e della Associazione Italiana di Neuroimmunologia.
La Neuroimmunofarmacologia studia gli effetti dei farmaci sul sistema nervoso, sul sistema immunitario e sul sistema endocrino e le conseguenze per la loro funzionalità e per la salute e il benessere dell’organismo nel suo complesso.
Studiosi provenienti da tutta Italia e dall’estero per la seconda edizione della Scuola in Neuroimmunofarmacologia dell'Università dell'Insubria. Una commissione scientifica italo-americana presiede la seconda Scuola di Neuroimmunofarmacologia, in programma a Varese nell'Aula Magna di Via Dunant 3, dal 16 al 20 novembre 2015.
La “2nd Insubria Autumn School on Neuroimmune Pharmacology” dedicata all'impiego di medicinali già noti per indicazioni terapeutiche innovative accoglierà venti docenti e alcune decine di giovani ricercatori da Università e Centri di ricerca italiani  e stranieri.
L’evento è organizzato dal Centro di Ricerche in Farmacologia Medica dell’Università degli Studi dell’Insubria con il patrocinio della Società Italiana di Farmacologia, della Society on Neuroimmune Pharmacology statunitense e della Associazione Italiana di Neuroimmunologia.
La Neuroimmunofarmacologia studia gli effetti dei farmaci sul sistema nervoso, sul sistema immunitario e sul sistema endocrino e le conseguenze per la loro funzionalità e per la salute e il benessere dell’organismo nel suo complesso. La conoscenza dei meccanismi coinvolti nei rapporti reciproci tra sistema nervoso e sistema immunitario offre inattese opportunità per il reimpiego di medicinali già da tempo utilizzati in clinica per indicazioni terapeutiche innovative. Alcuni esempi sono: farmaci cardiovascolari, quali i beta-bloccanti, o neurologici, quali i farmaci per la malattia di Parkinson, che potrebbero essere utilizzati per potenziare la terapia antitumorale o curare le malattie autoimmuni come la sclerosi multipla o l'artrite reumatoide.
«L'edizione di quest'anno della School si focalizzerà in particolar modo sulla neuroinfiammazione, ovvero l'attivazione della risposta immunitaria a livello cerebrale, che costituisce la nuova frontiera della ricerca nelle malattie neurodegenerative. Un altro importante argomento sarà la regolazione nervosa della risposta immunitaria contro i tumori, anche in relazione alle modalità di reazione dell'organismo a fattori che generano stress» spiega il professore Marco Cosentino, coordinatore della School «inoltre, come già nella precedente edizione, verranno trattati temi quali la sclerosi multipla, mentre per la prima volta una specifica sessione è dedicata ad alcune tecniche innovative di ricerca nel campo della neuroimmunofarmacologia, cui i giovani potranno accostarsi con la guida di esperti del nostro Ateneo».
Il beneficio di "riutilizzare" medicinali già noti per altre indicazioni consiste nella possibilità di evitare nuovi studi farmacotossicologici, già realizzati prima della loro originaria commericializzazione, e nella conoscenza già dettagliata del loro profilo di tollerabilità, che li rende prodotti generalmente più sicuri e meglio tollerati rispetto a medicinali nuovi e di impiego ancora limitato. Ad esempio, certi farmaci anti-Parkinson potrebbero essere anche ottimi adiuvanti contro i tumori, con minori effetti indesiderati e un prezzo più basso rispetto ai farmaci biotecnologici.
Il nostro Ateneo ha ricevuto un importante finanziamento dalla Fondazione Cariplo per studiare il sistema immunitario delle persone con malattia di Parkinson e gli effetti immunologici dei medicinali utilizzati per curare questa malattia neurodegenerativa, la seconda al mondo per frequenza dopo la malattia di Alzheimer. Alcuni dei principali risultati di questo progetto, che si concluderà tra qualche mese, saranno presentati in occasione della School - a concludere il comunicato stampa -.

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