venerdì 25 marzo 2016

Le emozioni degli studenti dell’Istituto Rosmini alla giornata di Libera in ricordo delle vittime delle mafie

Le emozioni degli studenti dell’Istituto Rosmini alla giornata di Libera in ricordo delle vittime delle mafie
CROTONE - Incontro con i ragazzi che hanno partecipato a Libera. Incontriamo  i ragazzi dell’Istituto Rosmini e della scuola media Anna Frank nella biblioteca Pier Giorgio Frassati, nel cuore vecchio della città. Quando si dice che il vecchio ed il nuovo convivono. I ragazzi belli sorridenti, hanno desiderio di parlare, raccontare la loro esperienza vissuta in prima persona, in occasione della giornata organizzata da Libera, in ricordo delle vittime di mafie, che quest’anno si è svolta a Messina. Una partecipazione la loro, sentita, per marciare assieme ai numerosi partecipanti, tra cui il mondo della scuola, per dire “No alla criminalità organizzata, no all’omertà” e soprattutto ricordare quanti sono morti per mano dei mafiosi.
Ogni nome ricordato, una Storia, e tra quelle storie per un giorno anche la loro, fatta di partecipazione, entusiasmo, voglia di esserci. L’anima dei ragazzi è la loro prof, Rita Piperissa, che ci ha tenuto a premiare chi nella scuola tanto dà, come i ragazzi che siedono intorno al tavolo, che si cimentano nei problemi di tutti i giorni,  menti pensanti  che vivono la loro esperienza  con curiosità, interrogandosi su cosa succede intorno a loro. Emozioni ed esperienze che vengono sviscerate, messe in luce e la parola che si ripete più volte  è “Partecipazione”. Lo diceva anche Gaber in fondo che la libertà è partecipazione, un concetto molto sentito come sottolinea Camilla, che ha ancora negli occhi il verde della  piazza, così  spettacolare che  ci ritornerebbe solo per questo. Ci tengono a dire in che modo si sono preparati  all’appuntamento del 21 marzo, su come abbiano lavorato  allo striscione che  portava la  la scritta “Siamo noi il Ponte di memoria" con  la foto di Dodò, ucciso per sbaglio in un campetto di calcio, in un giorno spensierato della sua vita, spezzata come lo stelo di un fiore di campo. Dodò che a distanza di tempo  continua tra questi ragazzi la battaglia dell’esistenza, alimentando la consapevolezza attraverso il ricordo di quel volto sorridente, che nessuna mafia priverà le giovani generazioni della gioia del vivere e  della forza a non arrendersi. La memoria va sempre tenuta viva, fiammella che arde ed illumina le nostre coscienze. Ed infatti a sottolineare bene questo stato d’animo è Francesca che  si sentiva parte di un tutto,  ad ascoltare  le parole di  don Ciotti capaci di scuotere gli animi più disillusi. Pensieri, riflessioni che s’intrecciano gli uni agli altri come in una girandola alimentata dal vento, ed in questo caso il vento sono le loro idee  come quelle di  Alessandra,  l’ intellettuale in erba del gruppo, riflessiva, conscia  di quanto importante sia ritrovarsi insieme a tante altre persone  per un obiettivo comune: contrastare la mafia , “un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”.  Abbiamo posto un mattone per costruire un mondo libero di soprusi ed arroganza. Ed anche se per lei è difficile   la ricerca della verità,  ha chiaro il concetto di giustizia : non vendetta, ma  pena da infliggere per chi delinque. Un’esperienza di un giorno la loro, che non rimane di certo finalizzata solo al 21 marzo; poiché  Messina è la tappa per avere consapevolezza  di come vivere il  territorio  concretizzare un’idea, un sogno,che a volte ha bisogno di un gesto d’amore   per sdradicare le radici del male, come Federica sottolinea. L’altra parola che si ripete tra questi ragazzi, che sono un’esplosione di gioia di vivere, è  “Coscienza collettiva” .  Concetto espresso  bene  da Francesco  convinto dell’importanza di gesti ed azioni e di un cambiamento che  possa   far sentire forte e chiara la propria voce , rompere l’omertà uscire dal silenzio, perché  il silenzio  riduce all’impotenza ed uccide.  Ma soprattutto combattere con il cuore pur nella consapevolezza di dover morire come è successo a Falcone e Borsellino, uomini, eroi la cui storia e ricordo abbatte le barriere del tempo e diventa immortale.  D’altronde questi ragazzi, come Letizia ad esempio,  sanno perfettamente  di quanto importante sia andare oltre la paura e le minacce, attuate ad arte per chi ostacola  gli interessi di uomini che vivono secondo le loro regole, per cui come ci dicono a turno  è  la legalità  che  si deve perseguire . Un crescendo, l’incontro con questi  giovani  che hanno le idee chiare,  che non dimenticano donne come Lea Garofalo,  morta per dare un futuro alla figlia, spezzando le catene dell’omertà, o Don Puglisi,  colui che ha puntato sui giovani e non ha abbassato la testa. La lezione di legalità, mercoledì 23 marzo l’hanno tenuta loro, specie quando hanno affermato  che  mafioso  non è solo chi uccide, ma chi tiene in vita  atteggiamenti  di arroganzea e prevaricazione  che non predispongono  di certo al dialogo ed alla ricerca della pacifica convivenza. Unione, organizzazione,  forza del dialogo sono gli elementi  del cambiamento. Si parte da se stessi per essere come una goccia che alimenta il mare. Tra le pieghe di tutto ciò che è emerso, il nostro incontro si conclude con una frase  “Non provare pietà per i morti, ma per i vivi e soprattutto per coloro che vivono senza amore”, citazione tratta dal libro di Harry Potter e pronunciata da Albus Silente. Gli uomini di mafia non sono abituati a sentire umana pietà. Un segno d’amore può abbattere i muri, riscrivere una nuova storia. Loro ci credono. A noi spetta non deluderli facendo tesoro del loro pensare, delle loro esperienze della voglia di cambiare il mondo. Il futuro sono loro ed è a Camilla, Francesco, Francesca, Letizia, Alessandra, Lorenzo, Federica e Ilaria che va il nostro ringraziamento.

di Antonella Policastrese

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